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Lacrime nella Pioggia

Categoria: Narrativa

Le Mani Editore, Recco 2010

15x21 cm, 208 pagine - 8 pagine di fotografie ed artwork a colori ed immagini in bianco e nero.

Video recensione a cura di Maria Grazia Talarico

Trailer


Racconti di montagna: un diario in ogni suo cristallo

Ogni sera ognuno ha pochi minuti per pensare alla montagna prima di crollare dal sonno... Questo libro trasporta il lettore ogni notte in un posto diverso a vivere emozioni in una disciplina differente. 

Racconti sulla montagna a 360°, un diario di viaggio atemporale in cui chiunque si può riconoscere per esperienze fatte o sognate. Il libro discorre infatti sia dei grandi “santuari” delle varie discipline (alpinismo, sci, arrampicata, speleologia, canyoning, mtb, ecc…) sia di luoghi non conosciuti e costituiti da realtà più piccole e “segrete”.

Trae spunto dal concetto espresso nella frase storica del film “Blade Runner” che paragonava le esperienze uniche e straordinarie della vita che, come un pianto sotto un diluvio, scompaiono per sempre con la morte, quasi non fossero esistite. Il volume propone il concetto opposto: ogni racconto è una di queste lacrime che non va persa, ma rimane su carta e nel cuore, e viene condivisa con il lettore come fosse un compagno di cordata.

Ancora una volta la montagna e la natura ci regalano una serie d’istanti vividi e congelati nel tempo, eternamente brillanti, come cristalli che nemmeno la morte potrà mai disciogliere.

«Pensavo che alla gente si facesse credere che per arrivare alla felicità fosse necessario comprare ogni cosa, mentre la Montagna, al contrario, regalasse ad ognuno questa possibilità senza chiedere nulla in cambio. Beh… ci credo ancora».

«Anche quando si scala, si deve tendere ad eliminare il rumore. Si rimuove ogni movimento superfluo, ogni disequilibrio. Si segue il ritmo e la cadenza della linea guida della roccia. In libera, se si vuole scalare, non si può che assecondare un pentagramma di pietra disegnato da Dio. Ascendere in armonia vuol dire suonare una musica non percettibile ad orecchio, grazie al proprio corpo. Arrampicare su linee perfette è come suonare la canzone di Madre Terra  con l’unico strumento di cui Ella ci ha fatto dono. Gea traduce nelle pareti e nelle vette la sua aria primordiale. Gli apritori delle vie sono gli artisti che ritraggono le copie di copie di antiche sinfonie. Per scalare con la propria anima, occorre soltanto eliminare il rumore, e suonare l’antico cantico, ritornando all’origine».


 Quest'opera ha vinto la prima edizione del concorso letterario nazionale “Con il cuore, con l'ideale e con la corda” (Cantoira 2012).


 La premessa è stata curata da Spiro Dalla Porta Xydias, presidente generale del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, accademico del CAI, e uno ta i più illustri letterati dell'intera nazione.


Video recensione a cura di Maria Grazia Talarico



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