fbpx
Joomla Templates Free by College Varsity Jackets

Rio Torbido

Categoria: Torrentismo

Rio Torbido

(v3 a2 IIcirca 0,9 km 190 metri 8 calate fino a 20 metri, ancoraggi speditivi 2011)

(Prima discesa: 01/05/2011 S. Benza, M. Bonizzone, V. Calvelli, A. Mangili, A. Michelis, C. Milesi, M.Pilato, C. Roccati, B. Rovere, R. Schenone)

Scarica il PDF


Materiale

1 corda da 60 metri, cordoni di ricambio eventuali per le soste.

Caratteristiche

Il Rio Torbido, in Liguria, percorre la valletta che dalla gole di Sisa scende verso il centro della val Bisagno, scavata dall'omonimo torrente, in pieno comune di Genova. A un primo tratto più verticale percorsa su un affluente, il rio Doasco, segue il rio Torbido vero e proprio, suborizzontale, dove troviamo un bellissimo scivolo di circa 10 metri, vero motivo di interesse del percorso.

La piscina naturale che si ha al termine era un tempo il luogo di balneazione dei valligiani che trovavano refrigerio dalla calura estiva in queste acque cristalline.

{youtube}1OaTKLnrpZE|480|360{/youtube}

Accesso

Mediante l'autostrada A12 Genova-Rosignano si raggiunge l'uscita di Genova Est. Dal casello si seguono le indicazioni per Piacenza, verso nord. Si percorre la strada a più corsie che risale la riva sinistra del torrente Bisagno fino al bivio per Creto. S'intercetta a destra una diramazione che porta a sinistra ad attraversare su un ponte il corso d'acqua e prosegue. Si provcede sempre in direzione Creto / Montoggio,  si aggira un'abitazione e si torna verso il centro città per pochi metri. Si svolta quindi a destra, sempre seguendo le medesime indicazioni blu. Si prosegue in salita lungamente sulla SP 13 fino alla frazione di Aggio, abbarbicata fra i vari tornanti della strada. Superata la chiesa del paese si prosegue fino al tornante successivo. 100 metri dopo questo, sulla sinistra, si trova uno spiazzo che può accogliere 3-4 auto.

Avvicinamento (15')

Pochi metri a monte del parcheggio comincia un viottolo in pianura (passo Doasco) verso destra, chesi stacca dalla strada. Lo si segue per circa 15 minuti fino a incontrare il rio Doasco (riconoscibile da una mini passerella in cemento).

Itinerario (1h 30')

Il percorso risulta evidente e l'unica accortezza veramente da segnalare riguarda gli ancoraggi: è davvero importante controllare le latifoglie usate come sosta che a causa delle alluvioni potrebbero essere soggetti a danneggiamenti nell'apparato radicale.

Rientro (20')

Circa 150 metri dopo avere superato il maleodorante affluente di riva destra (evitare l'acqua) che si incontra subito dopo l'ultimo scivoletto, in corrispondenza di un "piattone" di pietra molto ampio si nota una vecchia mulattiera, non mantenuta ma ancora riconoscibile. Dopo pochi minuti di salita si stacca sulla destra una traccia poco visibile che sale verso la recinzione di una baracca. Si aggira a sinistra la struttura, si segue in pianura la recinzione per qualche metro e si ricomincia poi a salire fra le fasce, sempre sulle tracce, ora abbastanza evidenti. Si sbuca infine in una stradicciola simile a una creuza (un viottolo pedonale) che si prende in salita fino a raggiungere la strada asfaltata.

Attraverso altre ripide salite pedonali si tagliano i tre tornanti intorno alla chiesa, fino a raggiungere nuovamente la strada, circa 200 metri a monte delle auto.


Informazioni e relazione originale di Roberto Schenone presso: www.cicarudeclan.com