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Rio di Tonno

Categoria: Torrentismo

Rio di Tonno

(v2 a2 II, 1,1 km 120 metri, 1 calata, ancoraggi speditivi 2010)

(Prima discesa: 05/09/2010  S. Morando, R.Schenone e prima discesa integrale con parte alta 11/09/2010 S. Morando, R.Schenone, C. Roccati)

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Materiale

1 corda da 30 metri, cordoni di ricambio eventuali per le soste.

Caratteristiche

Il rio Tonno, nell'area dell'Antola, sul versante Ligure, è il tipico percorso appenninico da bassa quota, poco interessante dal punto di vista torrentistico, magnifico per l'aspetto naturalistico: il corso d'acqua scorre in una valletta remota e forma bei laghetti. È arricchito da calate basse ma molto semplici, qualche tuffetto e uno o due scivoli.  

Accesso

mediante l'autostrada A7 si giunge all'uscita di Busalla. Dal casello si prosegue dritti oltre la rotonda. Si seguono le indicazioni per Casella, si supera l'abitato dopo una diecina di minuti a percorrenza media e si raggiunge la frazione di Avosso. Subito dopo il ponte, sulla sinistra, s'intercetta il bivio per Val Brevenna. Si prosegue inoltrandosi nella valle, si supera il capoluogo e si raggiunge Molino Vecchio. Si procede oltre fino a una diramazione della valle principale: a sinistra il bivio per Casareggio e Tonno, che s'imbocca Si sale sulla ripida e stretta stradina fino a Casareggio, dove si può lasciare un auto. In alternativa consigliamo di proseguire fino a Tonno (1 km scarso) e rinunciare alla navetta.

Avvicinamento (30')

Dall'esiguo parcheggio di Tonno si segue in pianura il sentiero ufficialmente segnato dal sgnavia tondo giallo barrato che in realtà non ha quasi bolli di vernice. Si guada un primo affluente, si supera una fonte e si prosegue in pianura.

In corrispondenza di un poggio si abbandona il sentiero "segnato" che scende verso il greto e si prosegue invece sempre in pianura fino a un secondo guado. Circa 250 metri dopo questo punto si prende una traccia a sinistra e si raggiunge in breve tempo un terzo affluente. Da questo punto si continua salendo in un primo momento, procedendo poi in pianura fino al termine della mulattiera, nei pressi di alcuni antichi terrazzamenti che si trovano 100 metri prima di incontrare un quarto affluente, quasi perennemente secco. Dai terrazzamenti si scende per pochi metri nel bosco in direzione dell'asta principale, fino a trovare una sorta di pianoro delimitato da un colletto quasi a picco sul torrente. Si aggira a destra il colletto e si scende facilmente al greto.

Itinerario (1h 15')

Descrivere il percorso ha poco senso in quanto rispecchia le caratteristiche già descritte in una sequenza di certo non adrenalinica ma decisamente aulica.

Rientro (10')

Il rientro parte a quota 720 metri presso il pilone di una vecchia passerella (la seconda che si incontra dopo una prima è ancora sormontata da travi). Si esce in riva destra su una mulattiera non segnata, ma evidente, che porta a Casareggio.

Nota

Esiste anche un'accesso alto a quota 920, molto più complicato e che aggiunge poco alla discesa (una calata e alcune disarrampicate). Come asserì il buone Roberto "Skeno" Schenone, "se proprio avete voglia di soffrire"... Dai terrazzamenti si sale fuori sentiero "dritto per dritto" fino a trovare una traccia che, in direzione est, consente di passare sulla sponda sinistra del famigerato "quarto affluente". Dopo un po' anche questa traccia si perde: altro tratto di "scalata vegetale" nel bosco e altra traccia orizzontale che, sempre andando in direzione est - sud est, permette di raggiungere una piccola dorsale. Da qui si continua su tracce fino ad un quinto ruscello. Anche questo si supera e, sempre con la tecnica "ravana in salita e cerca traccia orizzontale" si raggiunge, con ancora un centinaio di metri di lotta con l'erba e i tronchi abbattuti, un'altra evidente dorsale. Da qui, sul lato di levante, si scende in maniera relativamente comoda al greto.


Informazioni e relazione originale di Roberto Schenone presso: www.cicarudeclan.com