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Rocca di Perti (571 m)
Via “Panta Rei” (Ernesto Dotta,
Christian Roccati)
TD, 6a/VI (5+ obbl.) 135 m
Storia della via
Dopo un mese dall’apertura e
richiodatura della Nuova via Andrea e Paolo, alla Rocca du Fo’, nell’Appennino
ligure, Ernesto Dotta e Christian Roccati si sono trovati a realizzare un nuovo
progetto che, come altri, avevano in serbo da tempo. Una porzione della parete
nord della Rocca di Perti era ancora inesplorata, ed una linea naturale
evidente già aveva catturato l’attenzione di entrambi. Ernesto era per altro
reduce dal grande lavoro effettuato con gli altri componenti del team Vecchie
Beline, suoi compagni, che sulla stessa parete aprirono, negli anni precedenti,
una serie di splendide linee. Le stesse erano state ripetute e manutenute, una
dopo l’altra, pochi mesi prima di Panta Rei.
La linea in progetto è stata
individuata, ripulita, attrezzata a più riprese, tra la fine del 2009 e
l’inizio del 2010, ed infine denominata “Asini nella notte”. Una parte dei
lavori son avvenuti in concomitanza ad alcune ricorrenze relative alla vita, ed
alla dipartita, di “Dino” Dotta, padre di Ernesto. Durante l’apertura, un clima
molto intimo di ricordi ed introspezione si è miscelato alla geografia della
linea nuova, che transita, distinta e parallela, di fianco alla via “Nonno Dino”.
In relazione alle molte emozioni ed ai pensieri afferenti, l’itinerario è stato
ribattezzato “Panta Rei”, cioè “Tutto Scorre”.
All’attacco, nella grottella
sotto un grande masso, è per altro fissata una targa con la denominazione in
greco e la citazione dell’aforisma attribuito ad Eraclito, che esprime il
concetto che ne genera il nome. «Non si può discendere due volte nel medesimo
fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato,
ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento, essa si disperde e
si raccoglie, viene e và». (Eraclito).
Dopo la prima libera integrale,
alla via sono stati aggiunti alcuni resinati, sia dal basso, sia dall’alto, per
evitare lunghi tratti non proteggibili, e limitare i rischi oggettivi. Panta
Rei è quindi una via di scalata “alpinistica”, elegante e da non sottovalutare.
Caratteristiche della via
Si tratta di un itinerario ibrido
che racchiude diversi stili di scalata, sia moderni, sia classici, sul lavorato
calcare finalese. La via è attrezzata solo in parte e nasce con lo scopo di
permettere un po’ di avventura a chi sa già, o desidera imparare, a proteggere
una salita. Il percorso, a partire da un piccolo camino in una grotticella, si
snoda in una sequenza di placche, diedri, pance, e quinte in traverso, che sono
chiodate in punti difficili da proteggere, e prive di fittoni ovunque si possa
attrezzare con più facilità il percorso.
L’itinerario è stato ideato
quindi anche come banco prova, per chi desidera una linea didattica dove
testare o migliorare la propria capacità afferente, su gradi contenuti, ma
assolutamente da non sottovalutare. Panta Rei è a tutti gli effetti una scalata
di IV e V grado, abbastanza continua e sovente da proteggere, chiodata solo nei
passaggi più impegnativi di V superiore e VI.
La prima parte dell’itinerario è
più semplice, ma anche piuttosto terrosa. Rimarrà tale per un buon periodo. La
seconda parte è più impegnativa, ma anche molto più soddisfacente ed
entusiasmante.
Chiodatura, materiale occorrente
e disclamer
Per ripetere la via Panta Rei
sono necessari 10 rinvii, diversi cordini e cordoni per attrezzare clessidre ed
alberelli, nuts e friends medi e piccoli, moschettoni a ghiera e fettucce o
cordoni di collegamento per le soste. Attualmente sono presenti in via 18
fittoni resinati inox, più 8 fittoni resinati zincati da 10 per le soste.
Si evidenzia che la via di
scalata ha caratteristiche alpinistiche oggettive. L’alpinismo e l’arrampicata
sono attività potenzialmente pericolose, che ognuno effettua a suo rischio e
pericolo. La via non è da sottovalutare e dev’esser ripetuta solo da persone
esperte, che siano in grado di analizzarne le condizioni e la relativa
attrezzatura al momento della ripetizione.
Accesso
Mediante l’autostrada
Genova-Ventimiglia si esce a Finale. Dal casello si prosegue sino alla
principale e si continua ancora in discesa a SX verso Final Borgo. Arrivati ad
una rotonda rasoterra si svolta a SX attraversando il ponte di fronte alla
porta storica del borghetto. Si continua a SX, su strada asfaltata verso Calice
Ligure. Si prosegue, con il torrente a SX e le case a DX, per alcune centinaia
di metri, lungamente, sino ad incontrare la brusca svolta a DX in salita verso
la Rocca di Perti. Si risale tale deviazione, superando diversi tornanti, fino
al punto in cui un divieto limita l’accesso alla vallata. Vi è spazio per
posteggiare. La strada continua asfaltata e tortuosa per alcuni km sino al
punto in cui termina, nel piccolo pianoro tra la parete nord della rocca di
Perti ed la sud di Montesordo. Questo tratto è percorribile a piedi in discesa
in una quindicina di minuti.
È abitudine degli arrampicatori
il proseguire in macchina giungendo allo spiazzo in 5 minuti. Data la
discrezione degli scalatori, gli abitanti della vallata si dimostrano
tolleranti. L’accesso ai veicoli dei non residenti resta però ufficialmente
vietato.
Avvicinamento (7’-10’)
Dallo spiazzo sterrato alla base
della parete nord, s’imbocca a SX il sentiero che parte dietro la fontanella ed
i tavoli da pic nic. La traccia è segnata con tre pallini rossi di raccordo
FIE. In pochi minuti s’incrocia un primo bivio e si prosegue a SX, tralasciando
la traccia che a DX porterebbe allo storico spigolo. Dopo poco s’incontra un
secondo bivio, si abbandona il sentiero principale e si prosegue quindi a DX,
in falso piano, sino ad una sorta di piccola radura. In questo punto attaccano
la maggior parte delle vie della nord. Di fronte si può notare “Via col Vento”
e subito a SX la traccia che porta in salita, sopra un masso, all’attacco di “Nonno
Dino”. Ancora a SX si notano dei bolli rossi di raccordo su una traccia che
s’insegue sopra ad un gradino roccioso. Fatte poche decine di metri, mentre il
sentiero prosegue il suo percorso a sinistra, si piega a DX nella prima curva
in prossimità di un masso e in cinque metri si giunge all’interno della grotta
aperta da cui parte la via. Sul bordo esterno dell’antro è visibile la scritta
“Panta Rei” a vernice rossa.
RELAZIONE DI SALITA:
L1: 5+ 30 m
(4+ obbl., 4 ch, possibili
fettucce o cordoni su alberi, clessidre)
La via parte all’interno di un
antro generato da un enorme masso erratico adagiato sulla parete
dell'avancorpo. Si affronta un primo camino di 4 m, uscendo su un piccolo
ballatoio. Si affronta la placca soprastante con passo di 5+ (2 resinati) e la
si rimonta verso DX, (alberelli). Si vince un ultimo muretto, sempre stando in
centro placca a DX (resinato). Si insegue un facile canale terroso (clessidra)
che punta ad un ultimo risaltino ammanigliato (resinato), e si giunge in sosta
in una nicchia a DX (sosta su 2 resinati da 10 mm).
L2: 5+ 26 m
(5 obbl., 3 ch, possibili
cordini in clessidre, fettucce o cordoni su alberi, friends e nuts)
Si traversa a SX per 2 m sotto il
bordo strapiombante di una placca (resinato), e ci si ribalta a SX, passo di
5+, raggiungendo un piccolo ballatoio (alberello). Si prosegue su placca in
verticale su buone prese (resinato) sino ad una pianta. Si traversa a DX,
(clessidre), e si vince un bombé, continuando oltre un tronchetto (resinato).
Si affronta quindi un diedro-camino, leggermente strapiombante (nuts o
friends), e si esce in leggero strapiombo fra gli alberi. Si percorrono gli
ultimi facili movimenti fino alla cengia ed alle due soste in comune con la via
"Nonno Dino" (sosta su 2 resinati da 10 mm o 2 golfari da 10 mm).
Raccordo: II 10 m
Sentiero di collegamento con 1
passo di II sino, alla sosta in comune con "Nonno Dino" o su alberi.
(Sosta non indispensabile). Freccia rossa di partenza e sigla “PR” a SX.
L3: 5 26 m
(4+ obbl., 3 ch, cordoni
possibili su grandi clessidre e su alberi)
Si rimonta un muretto con lame
strapiombanti, passo di 5, e si balza sopra ad esse andando verso SX (resinati)
e traversando ancora si raggiunge la base di un pilastro. Si rimonta il costone
di roccia su appigli netti seguendone il filo (clessidrone aperto e clessidre).
Nell’ultima parte (resinato) si prosegue verso l'uscita su facili vasche
(possibilità per friends e clessidre) sino ad una comodo ballatoio (sosta su 2 resinati
da 10 mm vicino alla pianta di sosta intermedia di "Via col Vento").
L4: 6a 20 m
(5+ obbl., 3 ch, cordini su
clessidre ed alberi)
Ci si sposta leggermente a SX
dell'evidente prua di roccia che si ha di fronte (freccia rossa) e si rimonta
una placca verticale verso un albero (cordini eventuali su clessidrette). Si
supera il breve passo di 6a (resinato) e ci si ristabilisce su “piattoni”,
raggiungendo un ballatoio (alberello). Si traversa in diagonale a SX, con
iniziale passo tecnico e delicato, per una diecina di metri puntando verso un
frassino (2 resinati). Si aggira l’albero raggiungendo la sosta (sosta su 2
resinati da 10 mm).
L5: 6a 23 m
(5+ obbl., 5 ch, cordini su
alberelli, nuts, friends).
Dalla sosta si attacca il muretto
seguente presso un accennato diedro (resinato). Si balza su una placchetta
(possibili friends) e si continua in leggero strapiombo con ottima fessura
(possibili nuts e friends medi). Si continua sino ad un tronchetto in fessura e
si supera la placca alla sua DX (resinato). Si affronta quindi il pilastrino
successivo abbastanza ostico (resinato) e si continua su facile placca
(resinato) sino ad un ultimo pilastro con passo impegnativo (resinato). Usciti
dal pilastrino si trova la sosta su piccolo, ma comodo, ballatoio. Dalla sosta
si esce direttamente sul bordo di vetta della Rocca di Perti (sosta su 2
resinati da 10 m).
DISCESA
Dalla sosta S5 dell'ultimo tiro
si scavalca il muretto roccioso (passo di III°) e ci si trova già in traccia.
Si rimontano 10 m a DX arrivando ad un sentiero.
- Se si continua a SX in discesa
s'insegue una traccia nel bosco con tratti ripidi, che conduce al sentiero
principale. Si continua su quest’ultimo ancora a SX, sino al bivio di partenza
delle vie. Si continua in discesa sino al parcheggio.
- Se si prosegue a DX in salita
si arriva in un minuto alla croce di vetta. Da essa si scende a SX seguendo il
sentiero segnalato FIE (tre pallini rossi) sino al parcheggio.
Schema fotografico
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