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Asini nella Notte

Categoria: Scalata

Baiardetta 723 m

Via “Asini nella Notte” (Ernesto Dotta, Christian Roccati, 2011)

D+, V+ 50 m (V obbl.)

Relazione della concatenazione logica:

“Via dei Camini” + “Asini nella Notte” D+, V+, 200 m (V obbl.)

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Storia della via

La Baiarda, o per meglio dire il complesso del monte Pietralunga e la bastionata della Baiardetta, è la più classica e storica area alpinistica del genovesato. Su queste pareti si sono allenate generazioni di scalatori, sino al fiorire dell’arrampicata finalese, che le relegò a terreno per amanti delle scalate in montagna e sede perfetta per i corsi di alpinismo. Dopo una parentesi di abbandono piuttosto approfondita, negli anni ’90 vi fu un breve ritorno grazie all’apporto del “Signore della Baiarda”, Mauro De Cesare. Si ricominciò a parlare di questo gruppo montuoso, al di fuori del circuito CAI, solo tre lustri dopo, nel libro “L’Altimetro segna Zero”, che racchiude le maggiori scalate liguri dal II° al 6°.

Dopo molte decadi di staticismo è nata una nuova via in “Baiarda”, la prosecuzione più logica della più classica tra le combinazioni. “Asini nella Notte” è una linea di 50 m che affronta esattamente sul suo profilo più pronunciato il torrione sommitale che costituisce la vetta di riferimento del complesso. È possibile salire direttamente questa nuova ascensione oppure concatenarla sulla linea della goccia con la bellissima “Via dei Camini” come qui consigliato. (Per il nome dell’itinerario v. il libro “Lacrime nella Pioggia”).

Caratteristiche della via

Asini nella notte è una breve salita a due lunghezze, (concatenabile con le 4 della via dei Camini). Il primo tiro affronta il breve sperone che chiude il diedro superiore a SX, ed esce sulla cengia degli Svizzeri, con un passaggio aereo leggermente strapiombante, aggirabile a SX. Questa linea è posta appena a DX dello spigolo di SX (1 ch.) e a SX delle due linee che solcano il diedro superiore (resinati).

La seconda lunghezza è invece un’estetica scalata su prese nette che aggira in senso antiorario verso DX una fascia di rocce instabili, per poi cavalcare su sempre più compatta lherzolite lo sperone sino alla vetta del torrione sommitale. Pochi passi finali conducono in cima. Questa linea passa a SX della “Fessura dello Svizzero” (Sandro Girtanner, erroneamente chiamata “degli Svizzeri”), aggirando a DX la friabile placca che costituisce la Parete degli Svizzeri.

Chiodatura, materiale occorrente e disclamer

Per ripetere Asini nella Notte sono necessarie fettucce di collegamento con ghierati per attrezzare le soste e sono consigliati friends e nuts. Attualmente la via è protetta con fix inox ravvicinati dove necessario e distanziati nei tratti semplici. Si tratta di una via alpinistica da montagna e non di un itinerario d’arrampicata, e possiede caratteristiche alpinistiche oggettive. L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose, che ognuno effettua a suo rischio e pericolo.

La via non è da sottovalutare e dev’esser ripetuta solo da persone esperte, che siano in grado di analizzarne le condizioni e la relativa attrezzatura al momento della ripetizione.

Accesso

Mediante l’autostrada Genova-Ventimiglia A10, si raggiunge il casello di Voltri. Si prosegue a DX sulla litoranea SS1 verso l’abitato. Si incontra presto un bivio: si prende a DX in salita per il Turchino. Si prosegue su strada tortuosa che svolta a SX e continua poi a DX lungo il torrente Leiro in direzione di Mele. Arrivati appena prima del piccolo paesino si gira a DX in salita per Acquasanta. Si procede su strada stretta sino ad arrivare al piccolo agglomerato. Si svolta a DX su un ponte raggiungendo subito il bianco santuario alla propria SX e si continua a DX verso la stazione. Si incontra quindi il bivio che porterebbe alla stazione ma lo si tralascia continuando a DX, in salita, sino a un piccolo colle dove si parcheggia in una delle due micro aree sterrate, senza intralciare la circolazione delle vetture, il gasdotto o il sentiero! A SX si nota un cartello bianco d’indicazione dei sentieri.

Avvicinamento (45’-1h)

Di fianco al pannello bianco (318 m) vi è uno sterrato che si prende in direzione di alcuni tralicci ma dopo una trentina di metri lo si abbandona svoltando a SX su un sentiero (Frassati). Si raggiunge in breve uno sterrato con catenella e si continua a mezzacosta presto in vista del monte Pietralunga. Si prosegue sino a raggiungere una scalinata in legno a DX; si risale la stessa e appena terminata si abbandona il sentiero segnato a DX, andando a SX in assenza di segnavia.

Si prosegue quindi a SX doppiando due costoni e raggiungendo la colletta di Termi (420 m), dove s’incontra un bivio. Si tralascia la via di DX e si continua dritti verso le cave ed Acquasanta. Si prosegue quindi sino al bivio Fontanin: si prosegue a DX in una zona sempre più pietrosa tralasciando a SX il sentiero per Acquasanta. Continuando si giunge al celebre masso del Ferrante, si attraversa a DX la pietraia e due ponticelli e superando il torrente Baiardetta si continua sempre a DX per ometti sino a un cartello che indica il sentiero per esperti (F1). Si tralasciano quindi gli ometti che continuano nel greto e si prosegue sulla nuova traccia, ripida e netta, prima su tornanti e poi a mezzacosta verso SX, sino a trovare i due anelli di partenza della concatenazione classica sulla DX, proprio sul sentiero e sotto la verticale dell’evidente torrione sommitale.

RELAZIONE DI SALITA

Via dei Camini

L1: III-IV 25 m (5 fix)

Si sale prima per blocchi e poi per paretine sempre più ripide, inframezzate da tratti erbosi. Il passo in cima è leggermente atletico ma aggirabile. Questo tiro è definito Parete delle Clessidre.

L2: III-IV 25 m (5 fix)

Dalla sosta ci si sposta per pochi metri di raccordo e si attacca un diedro appoggiato ed estetico (Diedro del Tranviere). Si aggira uno strapiombo a SX e si continua sino alla sosta all’attacco di un diedro.

L3: IV 30 m (8 fix)

Si scala un bel diedro netto, ogni tanto infastidito da qualche chiazza erbosa. Si raggiunge una cengietta  e si attacca un secondo diedro ammanigliato. Si attacca quindi un ultimo diedro più difficile (con passi di V se si usa esclusivamente la placca di SX). Si supera un ultimo blocco arrivando su comoda sosta. Questo è il primo tiro della “via dei Camini” vera e propria.

L4: III 15 m (4 fix)

Si attacca un muretto con un lastrone mobile, (che rimanga dov’è…), seguendo una serie di muretti sino alla sosta. Allungate l’ultimo rinvio per evitare attriti della corda. (In caso di necessità si sappia che continuando nel canale a SX si supera una fascia di rocce arrivando alla base del Diedro Gozzini, da cui partono dei cavi d’acciaio da usare come via di fuga a SX).

Via Asini nella Notte

L5: V 20 m  (5  fix)

Si prosegue con qualche metro di raccordo a piedi verso DX in vista di un evidente diedro (diedro superiore). Si notano vari resinati ossidati al suo centro ed immediatamente a SX uno speroncino con fix e piastrine inox. Si sale quindi in direzione del primo fix su alcuni blocchi. La via ripercorre il filo dello sperone  prima in verticale poi verso DX, (con il diedro a DX), e insegue verso DX una sequenza di lame che portano a uno strapiombo con una marcata fessura. Con passaggio aereo, nel vuoto, si vince atleticamente il movimento chiave che chiude come un tetto il diedro, guadagnando a DX una comoda cengia.

Chi lo desidera può evitare l’ultimo passo rinviando il resinato di SX e scavalcando da sopra lo strapiombo. La sosta è su 2 fix a cui collegare anche un resinato di passaggio (generalmente usato per raggiungere la Fessura dello Svizzero che è a DX).

L6: V+ sost. 30 m (8 fix + 2 resinati + 1 ch. eventuale)

 Dalla sosta ci si sposta a DX superando un breve muretto protetto da un fix e si continua verso DX (resinato di passaggio). Si sale ancora per un risalto con passo leggermente strapiombante, qualche lama instabile. Si inizia una diagonale verso SX su roccia buona che porta ad aggirare e superare dall’alto una placca di roccia non buona. La via punta poi ancora a SX risalendo in verticale il tratto più aereo del torrione e probabilmente dell’intero complesso della Baiarda. Si esce quindi su una cengietta erbosa e trascurando il prato ripido a DX si vince un ultimo strapiombo tecnico sino all’uscita dallo sperone. Pochi metri di raccordo portano ad un ultimo passo non protetto (aggirabile a SX) che conduce in sosta. Si scavalca quindi un ultimo passo oltre le statue di vetta e ci si può godere il panorama dalla comoda cima. 

Discesa

Dalla vetta si scende nel canale retrostante e si continua a DX in salita sino al colle tra la Baiarda e il crinale di monte Pennello. Si continua a DX sino alla cima (723 m) e proseguendo in falso piano si raggiunge la cappella della Baiarda (703 m), dove si trova anche un tavolo con panche. Si seguono quindi le indicazioni per la colletta di Termi su sentiero aereo che gode di generoso panorama sulla punta Martìn. Giunti alla colletta si continua a ritroso lungo il percorso di salita effettuato all'andata.